DICHIARAZIONE DI RISPETTO E RIPARAZIONE AL GENERALE FRANCO

Dopo gli attacchi costanti contro la persona del generale Franco dal momento della sua morte, tendenti a cancellare incessantemente ogni traccia del suo impegno per la Spagna nei momenti storici in cui visse, la sinistra politica e tutti i suoi mezzi affini hanno scatenato una campagna senza misura e difficilmente comprensibile, salvo per la sua ostinazione viscerale di rivincita nel cancellare mezzo secolo della nostra storia mediante il tentativo finale di fare scomparire definitivamente chi ha fatto che questa storia non scomparisse.

Di fronte a questa campagna, militari di ogni grado, ormai in pensione e quindi con pieno diritto alla libertà di espressione, manifestiamo e firmiamo con questa dichiarazione la difesa della figura militare del Generale Franco, oggi vilipesa fino a estremi inconcepibili, senza obiettività, basati sulla distorsione della Storia e con fini non leciti che farebbero arrossire qualunque studioso della verità storica.

Lo facciamo tutelati dall’adempimento di quanto espresso in modo chiaro nell’articolo 21 delle Reali Ordinanze Per Le Forze Armate, approvate col Regio Decreto 96/2009 6 febbraio: “I membri delle Forze Armate si sentiranno eredi e depositari della tradizione militare spagnola. L’omaggio agli eroi che la crearono e a tutti quelli che diedero la vita per la Spagna è un debito di gratitudine e uno stimolo per portare avanti la sua opera.”

A quelli che si ostinano a squalificare in modo assoluto e senza palliativi la condotta di un militare esemplare per tutti i soldati, pensionati, in servizio o ancora da venire, raccomandiamo la lettura serena ed oggettiva del Foglio di servizio del Generale Franco. Niente di più concreto e senza velleità letterarie che la sua redazione per esprimere come Francisco Franco, dal giovane Secondo Tenente di 17 anni, fino ai 33 come Generale più giovane d’Europa, chiese sempre i posti a più alto rischio e fatica, disciplinato, subordinato e sempre preoccupato per i soldati sotto il suo comando, ai quali comandava con l’esempio. Fu ferito gravemente in combattimento e ottenne diverse promozioni per meriti di guerra. Quando arrivò la II Repubblica, con indipendenza del modo in cui fosse stata proclamata, fu leale ad essa, chiuse per mandato superiore l’Accademia Generale Militare che dirigeva e, agli ordini del Governo della Repubblica diresse l’azione militare che soffocò la sollevazione di Asturias nel 1934, provocata dall’opposizione della sinistra e preambolo del Fronte Popolare e della posteriore Guerra Civile.

Arrivato quel momento cruciale per la sopravvivenza della Nazione spagnola, assunse la responsabilità consegnatagli dai suoi compagni di Armi per esercitare il Comando unico della Spagna aggredita e assediata dal comunismo internazionale accettato e adottato dal Fronte Popolare.

Degli anni posteriori allo scontro armato si raccontano ora avvenimenti che scuotono la sensibilità dei più forti. Addirittura quelli che possano essere attribuiti a fatti reali vengono precisati con episodi carenti di autenticità e si evita la situazione del momento in cui accaddero allo scopo di criminalizzare qualsiasi atteggiamento, per quanto fosse giusto.

A quelli che agiscono con questa finalità, ricorderemo soltanto che pochi documenti definiscono così obiettivamente la personalità del personaggio come lo fa il Foglio di servizio di un militare, che narra le circostanze vissute di giorno in giorno dal soldato, senz’altro contenuto che i fatti e gli atteggiamenti mostrati lungo l’arco di ogni anno.

Per tutto ciò difendiamo l’immagine militare del General Franco, chiaramente definita nel suo Foglio di servizio e, data la personalità lì manifestata, riproviamo molte delle accuse che in questi momenti si diffondono contro di lui affinché le nuove e future generazioni ignorino e, se possibile, disprezzino un periodo importante della loro Storia, cercando di giustificare un falso progresso che nasconde la realtà dell’attuale rovina territoriale della Nazione e la manifesta disuguaglianza tra gli spagnoli.

Di fronte a una tale situazione, i firmatari della Dichiarazione chiediamo ai direttori e attori di questa campagna miserabile di riprendere la verità storica nelle loro esposizioni di motivi e di farla finita con la loro perversa pretesa di esumare i resti mortali di Franco, cosí come con la posteriore trasformazione e distruzione del simbolo della riconciliazione che lo accoglie insieme a tanti altri combattenti della Guerra Civile.

Allo stesso modo, pubblichiamo questa Dichiarazione per la riparazione del danno provocato da chi si ostina a squalificare un soldato come il Generale Franco, i cui documentati servizi alla Patria fanno sì che gli si debba la gratitudine corrispondente, e allo stesso tempo sono motivo di rispetto per tutti i militari che ora firmiamo questa Dichiarazione e per quelli che più avanti vorranno aderirci, così come per quelli che per legge non possono farlo.

Agosto 2018

 

Fonte original -(AME) Asociación de Militares Españoles – 31/07/2018

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