LA GENERALITAT NON HA DESTINATO NEMMENO UN EURO ALL’1-O

Montoro riconosce che la Generalitat non ha destinato nemmeno un euro all’1-O

Il Governo ha consegnato diverse relazioni

al giudice del Tribunale d’Istruzione numero 13 di Bacellona, Jose Antonio Ramírez Sunyer, nelle quali è riportato che la Generalitat non ha speso soldi pubblici per il referendum svoltosi lo scorso 1 ottobre che il Tribunale Costituzionale aveva dichiarato illegale.

Tra le relazioni è inclusa quella di Natalia Garriga, capo dei Servizi del Consiglio della Vicepresidenza e di Economia e Finanza, che è stata arrestata il 20 settembre nell’ambito dell’operazione Anubis, condotta dalla Guardia Civil, contro gli organizzatori del 1-O.

Lo scorso 24 novembre, il giudice aveva chiesto al Governo [spagnolo], poiché è l’attuale responsabile della Generalitat di Catalogna in base all’articolo 155 della Costituzione, che lo informasse su quali spese erano state impiegate dall’Esecutivo catalano per svolgere suddetto referendum.

Il Governo di Rajoy ha impiegato più di due mesi per trasmettere la prima risposta

al tribunale, perché la delegazione del Governo [spagnolo] in Catalogna notificò la petizione del giudice oltre un mese e mezzo dopo la sua ricezione.

Fu inoltrata alla Segreteria dello Stato per gli Enti Territoriali, come risulta nello scritto inviato al giudice da questa Delegazione, documento al quale ha avuto accesso Europa Press, e la Segreteria, successivamente, la inoltrò al Ministero di Finanza, Ministero degli Interni e della Presidenza del Governo.

Il Governo impiega più di due mesi per rispondere.

L’Esecutivo aveva chiesto i rapporti a Natalia Garriga e alla massima resonsabile della revisione interna della Generalitat, Rosa Vidal Planella. Finalmente, il Governo di Rajoy ha spedito il 29 gennaio al Tribunale i rapporti di entrambe.

Natalia Garriga, l’autrice del primo rapporto, fu arrestata il 20 settembre per la Guardia Civil, per ordine del Tribunale di Istruzione numero 13 di Barcellona durante l’ambito dell’Operazione Anubis.

Contemporaneamente furono detenute 14 persone, tra loro, vari responsabili della Generalitat, accusati di partecipare nell’organizzazione del referendum.

Inoltre, quel giorno e in risposta all’ingiunzione, si concentrarono 40.000 persone davanti il Dipartimento di Economia mentre la comitiva giudiziaria perquisiva la sede.

Ebbene, il primo dei rapporti inviato dal Governo è quello effettuato da Natalia Garriga su richiesta del direttore generale di Politica Interna del Ministero degli Interni.

In questo documento, Garriga attesta che dalla sua Direzione di Servizi non è stato tramitato nessun dossier di spese per finanziare l’organizzazione “della consulta del 1º ottobre 2017”.

Nel trascorso delle quattro pagine espone che “per imperativo” della Corte Costituzionale nessun importo preventivato (per fini elettorali) fu destinato all’1/10 dal suo dipartimento e menziona i 5 milioni previsti per i processi elettorali e consulte populari e altri 800.000 euro per processi elettorali e partecipazione della cittadinanza.

Il Governo ha speso il budget preventivato per l’1/10 per le elezioni del 21/12

In aggiunta, indica che il Governo ha utilizzato i 5 milioni, che erano stati preventivati e poi bloccati dalla Corte Cost., per le elezioni autonomiche che hanno avuto luogo il 21 dicembre in Catalogna.

Infatti, nella risposta si include l’accordo del Consiglio di Ministri nel quale si approva una spesa di 25 milioni per le elezioni catalane, delle quali era previsto spendere 17,3 milioni di euro nel 2017.

In questo accordo del Governo, firmato da Cristobal Montoro [Ministro d’Economia], si spiega che fu approvata una modifica del bilancio di 12,3 milioni di euro poiché c’erano altri 5 milioni previsti nei conti della Generalitat.

Garriga ricorda anche nella sua risposta una relazione della Generalitat sotto richiesta del direttore generale della Consulenza Giuridica della vicepresidenza del Governo autonomico realizzata il 17 novembre e che era già stata spedita al Tribunale.

Questo documento, allegato al rapporto, raccoglie le risposte di tutti i direttori di servizi dei diversi dipartimenti della Generalitat nei quali fu accreditato che nessun importo dei bilanci annuali era stato destinato all’1/10.

L’informe fu firmato da Pere Aragonés, segretario in carica del Dipartimento d’Economia, e menzionato nell’agenda del processo di sovranità realizzata da Josep Maria Jové, uno dei partecipanti alle  riunioni.

È stata proprio quella relazione che nega qualsiasi spesa della Generalitat, insieme con le relazioni della Guardia Civile nelle quali si avvertiva dell’opacità di quella amministrazione locale, a motivare il Tribunale d’Istruzione numero 13 a rivolgersi al governo di Mariano Rajoy e a chiedere di essere informato sulla spesa reale di fondi pubblici da parte del governo catalano per svolgere il referendum.

Il controllore finanziario nega spese nel 1/10

Il Governo allega inoltre alla sua risposta un’altra relazione del Controllore Generale della Generalitat, Rosa Vidal, nel quale informa che non risulta nessun dossier di spese addebitato al programma 132 del budget della Generalitat per le consultazioni popolari e che fu bloccato per ordine della Corte Costituzionale.

E aggiunge che non risulta neanche nessuna pratica in merito al bilancio, né fuori bilancio, delle fasi contabili destinate al processo referendario.

Gli unici obblighi di pagamento riconosciuti ammessi dal controllore sono due spese di 19.365,68€ e 6.154,65€ realizzate per il Centro di Telecomunicazioni e Tecnologie dell’Informazione (CTTI) per il mantenimento “ordinario ed evolutivo” di programmi già esistenti da anni nel Dipartimento di Governo, Amministrazione Pubblica e Alloggio.

Nella sua relazione precisa che dopo essere analizzati i due dossier considera che “non contravvengono l’ordine giuridico vigente né la risoluzione della Corte Costituzionale”.

 
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