L’AZIONE REPRESSIVA DELLO STATO, VISTA IN PROSPETTIVA

Cebrián sapeva già un anno fa come sarebbe stata la repressione contro La Catalogna

Il presidente di Prisa, in un’intervista a febbraio 2017, espose il piano che il governo spagnolo ha poi applicato

Prima dello scorso autunno lo stato spagnolo aveva preparato un piano premeditato contro l’indipendentismo. Infatti, la repressione dell’apparecchio politico, giudiziario e mediatico è da tanto que si sta preparando lentamente a Madrid. Juan Luís Cebrián, presidente del Gruppo Prisa, che edita il quotidiano El País, aveva già anticipato a febbraio del 2017 alcuni dei dettagli del piano che lo stato spagnolo ha poi applicato contro l’indipendentismo.

In un’intervista al quotidiano El Mundo firmata dall’aristocratica ed ex-deputata del PP Cayetana Álvarez de Toledo – vincolata alla FAES1 – Cebrián prevedeva la repressione contro il referendum de l’1-O2, la messa in atto del 155 e il tentativo di dividere le forze repubblicane

Con riferimento al referendum d’autodeterminazione

Con riferimento al referendum d’autodeterminazione diceva: “Il governo [spagnolo] deve esercitare il suo potere legittimo. Fin’ora non lo ha fatto. Ha deviato la responsabilità verso la Corte Costituzionale“. Aggiungeva che la Generalitat aveva il supporto soltanto “dei mezzi di comunicazione a loro affini, un potere relativo, e circa 10.000 o 100.000 manifestanti”. In merito a questo, il pronostico di Cebrián è stato certamente sbagliato, viste le grandi manifestazioni contro la repressione ed il record storico del voto indipendentista nelle elezioni del 21-D.

Con riferimento ancora all’1-O, assicurava che il governo spagnolo doveva far ricadere “tutto il peso della legge” proibendo il referendum e, se non si obbediva, doveva mettere in atto il 155. “La Guardia Civil c’è per tutto quello che sia necessario”, espresse. E riguardo al 155 diceva: “Sospensione del Governo della Generalitat. Del Presidente della Generalitat. Della Presidente del Parlamento. D’uno, due, tre cariche pubbliche. Di tutti quelli che abbiano convocato il referendum. Finiti. Prendi tu il potere.”

Questa descrizione, che nasconde la violenza poliziesca sotto l’eufemismo del “peso della legge“ e l’invio della Guardia Civil, si adatta al piano che ha esecutato lo stato spagnolo contro il referendum, con il colpo di stato del 155 e il commissariamento della Generalitat.

Cebrián adduceva anche che la Catalogna non aveva abbastanza potere politico – riferito ai voti, alla coscienza sociale, al danaro e alle armi – per indipendizzarsi. E prediceva: “Il dibattito non sarà su quando riusciranno ad avere l’indipendenza ma bensì su quando recupereranno l’autonomia“.

 

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